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	<title>Commenti per La paura siCura - il blog</title>
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	<description>Non so cosa fare e la paura mi opprime il cuore. Agire? Non agire? Tentare la sorte? Non è facile decidere: non posso farlo senza il popolo, neppure se ho il potere. (Eschilo, “Supplici”. Quinto secolo avanti Cristo).</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Jun 2011 18:40:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su La paura siCura: il film al Festival dei Saperi Educativi di Vitorchiano (VT) di Remo Rostagno</title>
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		<dc:creator>Remo Rostagno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 18:40:41 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Antonia, caro Gabriele. Grazie dell’invito. Senza la vostra segnalazione mi sarei perso la paura siCura. Avrei voluto dirvi di getto ciò che sto per scrivere. Che è poco, che è tanto.  Che è tantissimo. Non ho visto un documentario, non ho visto un film. Ma, a volte, assai raramente, l’arte funziona come l’algebra: meno per meno dà più. Intanto il titolo, la paura siCura, che più titolato non si può. Chapeau ad Antonia.  E poi il tema, la paura, fiume in piena impossibile da arginare con parole condivise. Ma non basta, c’è la scelta dei testimoni,  banda  d’età mentale  inafferrabile  addomesticati senza promesse di gloria. E la  penisola, tutta lunga com’è, percorsa senza sconti. 

	Di tutto questo potrei parlare a lungo;  ma, in fin dei conti ripeterei ciò che ha detto il pubblico al temine del film.  Magari con qualche superlativo in più perché mi è davvero piaciuto tanto. 
 Ma le ragioni  per cui la paura siCura mi ha abbagliato sono di carattere  strettamente artistico.

 Ho avuto la sensazione di aver assistito ad un  prodotto artistico del tutto originale, a tal punto da conservare la drammaticità del documentario senza perdere la leggerezza di un film.  
Ma l’originalità  è ancora il vestito di una donna  che abita il  pianeta della bellezza ordinaria, curato con un lavoro  ben fatto. Saremmo ancora al livello di quello che si definisce bel film, bel documentario. 
	Ma qui viene la cosa più importante. Per spiegarmi devo ricorrere ad una citazione personale. Quando nel  lontano ‘68 il Direttore della Biennale di Venezia mi  invitò  a presentare lo spettacolo Un Paese e mi vidi circondato da giornalisti di mezzo mondo non capivo perché si agitassero tanto. Ieri sera, dopo la visione del film, mi è successo la stessa cosa ma capovolta:  non capivo perché il pubblico, alla fine della proiezione  non si alzasse in piedi per salutare l’evento artistico a cui aveva assistito. 
 
	 Provo a dirlo così. Avete presente quando le biciclette avevano una ruota enorme davanti e una piccola dietro? Un giorno arrivò uno che disse: perché le ruote non possiamo farle tutte e due uguali? Una piccola variante.  E la bici fu. Giro la carta: avete presente quando per fare uno spettacolo teatrale si spendevano cifre spropositate perché solo con spese enormi si poteva fare il vero teatro? Poi un giorno venne uno che dimostrò la forza impressionante del teatro povero. Ieri sera ho avuto la netta sensazione di aver assistito ad un evento di questa portata epocale. Tanto che proiettandomi nel futuro mi veniva da pensare: avete presente quando Gabriele Vacis  partì a fare il giro d’Italia con un telo bianco sotto il braccio e lo fissava dietro ogni intervistato ne  La paura siCura?  Eccola lì la rivoluzione: un telo bianco, un muro bianco, un cielo bianco, un universo bianco. Nessun luogo.  Tutti i luoghi.   
	Le rivoluzioni artistiche  nascono sempre dalle sottrazioni. I sette usi della lancia di Brecht. I tagli delle tele di Fontana. Ma una sola sottrazione, da sola non sempre  basta. Ce ne vogliono due, come in algebra. Solo con due meno,  si ottiene il più.  In questo caso: il meno di verità  paesaggistica e documentale  coniugata con meno finzione di attori recitanti, e misurata voce fuori campo ha prodotto intensi momenti di verità drammatiche dialoganti sull’interno territorio nazionale senza far spostare agli intervistati  il culo dalla sedia.    
Un semplice telo bianco. Realtà  mostrata nei suoni di parole assolute, spade fendenti i silenzi. Finzioni reali  ottenute dal montaggio   con  complessa e dosatissima  alchimia.  Un telo bianco. Un’idea. Una creazione. Una rivoluzione che sposta e rimescola i criteri che sono sempre intercorsi  tra il film e il documentario.  Anche  meno denaro. Per ottenere più arte. Grazie.
Un abbraccio. Remo.

Torino 10.03.2011</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Antonia, caro Gabriele. Grazie dell’invito. Senza la vostra segnalazione mi sarei perso la paura siCura. Avrei voluto dirvi di getto ciò che sto per scrivere. Che è poco, che è tanto.  Che è tantissimo. Non ho visto un documentario, non ho visto un film. Ma, a volte, assai raramente, l’arte funziona come l’algebra: meno per meno dà più. Intanto il titolo, la paura siCura, che più titolato non si può. Chapeau ad Antonia.  E poi il tema, la paura, fiume in piena impossibile da arginare con parole condivise. Ma non basta, c’è la scelta dei testimoni,  banda  d’età mentale  inafferrabile  addomesticati senza promesse di gloria. E la  penisola, tutta lunga com’è, percorsa senza sconti. </p>
<p>	Di tutto questo potrei parlare a lungo;  ma, in fin dei conti ripeterei ciò che ha detto il pubblico al temine del film.  Magari con qualche superlativo in più perché mi è davvero piaciuto tanto.<br />
 Ma le ragioni  per cui la paura siCura mi ha abbagliato sono di carattere  strettamente artistico.</p>
<p> Ho avuto la sensazione di aver assistito ad un  prodotto artistico del tutto originale, a tal punto da conservare la drammaticità del documentario senza perdere la leggerezza di un film.<br />
Ma l’originalità  è ancora il vestito di una donna  che abita il  pianeta della bellezza ordinaria, curato con un lavoro  ben fatto. Saremmo ancora al livello di quello che si definisce bel film, bel documentario.<br />
	Ma qui viene la cosa più importante. Per spiegarmi devo ricorrere ad una citazione personale. Quando nel  lontano ‘68 il Direttore della Biennale di Venezia mi  invitò  a presentare lo spettacolo Un Paese e mi vidi circondato da giornalisti di mezzo mondo non capivo perché si agitassero tanto. Ieri sera, dopo la visione del film, mi è successo la stessa cosa ma capovolta:  non capivo perché il pubblico, alla fine della proiezione  non si alzasse in piedi per salutare l’evento artistico a cui aveva assistito. </p>
<p>	 Provo a dirlo così. Avete presente quando le biciclette avevano una ruota enorme davanti e una piccola dietro? Un giorno arrivò uno che disse: perché le ruote non possiamo farle tutte e due uguali? Una piccola variante.  E la bici fu. Giro la carta: avete presente quando per fare uno spettacolo teatrale si spendevano cifre spropositate perché solo con spese enormi si poteva fare il vero teatro? Poi un giorno venne uno che dimostrò la forza impressionante del teatro povero. Ieri sera ho avuto la netta sensazione di aver assistito ad un evento di questa portata epocale. Tanto che proiettandomi nel futuro mi veniva da pensare: avete presente quando Gabriele Vacis  partì a fare il giro d’Italia con un telo bianco sotto il braccio e lo fissava dietro ogni intervistato ne  La paura siCura?  Eccola lì la rivoluzione: un telo bianco, un muro bianco, un cielo bianco, un universo bianco. Nessun luogo.  Tutti i luoghi.<br />
	Le rivoluzioni artistiche  nascono sempre dalle sottrazioni. I sette usi della lancia di Brecht. I tagli delle tele di Fontana. Ma una sola sottrazione, da sola non sempre  basta. Ce ne vogliono due, come in algebra. Solo con due meno,  si ottiene il più.  In questo caso: il meno di verità  paesaggistica e documentale  coniugata con meno finzione di attori recitanti, e misurata voce fuori campo ha prodotto intensi momenti di verità drammatiche dialoganti sull’interno territorio nazionale senza far spostare agli intervistati  il culo dalla sedia.<br />
Un semplice telo bianco. Realtà  mostrata nei suoni di parole assolute, spade fendenti i silenzi. Finzioni reali  ottenute dal montaggio   con  complessa e dosatissima  alchimia.  Un telo bianco. Un’idea. Una creazione. Una rivoluzione che sposta e rimescola i criteri che sono sempre intercorsi  tra il film e il documentario.  Anche  meno denaro. Per ottenere più arte. Grazie.<br />
Un abbraccio. Remo.</p>
<p>Torino 10.03.2011</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura siCura: il film a Milano di Aurela</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/05/la-paura-sicura-il-film-a-milano/comment-page-1/#comment-1323</link>
		<dc:creator>Aurela</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 10:19:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=254#comment-1323</guid>
		<description>Il film mi è piaciuto abbastanza perchè finalmente ho trovato qualcuno con cui condividere le mie paure. Infatti, anche se ho una certa età, ho ancora difficoltà a dormire con tutte le luci spente perchè temo i mostri sotto al letto... So che sembra stupido, ma per me è una cosa molto seria... per favore non ridete.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il film mi è piaciuto abbastanza perchè finalmente ho trovato qualcuno con cui condividere le mie paure. Infatti, anche se ho una certa età, ho ancora difficoltà a dormire con tutte le luci spente perchè temo i mostri sotto al letto&#8230; So che sembra stupido, ma per me è una cosa molto seria&#8230; per favore non ridete.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Video: la paura sicura &#8211; due di Daniela</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2010/01/video-la-paura-sicura-due/comment-page-1/#comment-1315</link>
		<dc:creator>Daniela</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 May 2011 15:45:39 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo!!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura siCura: il film a Milano di Azzurra</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/05/la-paura-sicura-il-film-a-milano/comment-page-1/#comment-1289</link>
		<dc:creator>Azzurra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 19:50:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=254#comment-1289</guid>
		<description>Ho visto il film. Ora continuo a guardare i video, a leggere i commenti. 
Letti tutti di un fiato sembrano continuare il gioco di tessiture realizzato nel documentario.
Paura e sicurezze che si fanno cura: le persone sono l&#039;antidoto, e allora ci si racconta l&#039;un l&#039;altro, si torna assieme nelle proprie personalissime &quot;case di Satana&quot; per vedere che effetto fa scoprirle vuote. Mostrare agli altri, come i bambini di Schio nel film, il locale caldaie che per anni si è temuto perché si pensava abitato dai dèmoni. 
Moltissime poi sono le poesie, come se anche le parole cercassero di adeguarsi alla ricerca di quei valori di bellezza, giustizia e verità  a cui qualcuno accenna nel film.
Ma in realtà non tutte le paure sono uguali: si può tollerare che un bambino abbia paura del buio, ma non possiamo accettare che un uomo abbia paura della luce. 
E&#039; Platone a compiere questa distinzione. 
L&#039;infantile paura del buio è uno strumento di difesa, residuo animale, che precede l&#039;evoluzione cognitiva che la renderà inutile. 
Ma quando un bambino si muove al buio il suo corpo produce adrenalina. L&#039;adrenalina allerta l&#039;organismo: il sangue affluisce in maggiore quantità al cervello e il corpo è pronto alla reazione. Questa intelligenza della paura è una condizione fondamentale per la conoscenza e il superamento dei propri limiti.
Lo stress invece è una produzione a lunga durata di adrenalina: un prolungamento indeterminato della risposta fisiologica alla paura. 
A stressarci contribuiscono quelle paure che non hanno oggetti individuabili, ma che inducono a una condizione esistenziale di terrore. Il corpo, estenuato da questo stato d&#039;allerta indefinito, perde la sua reattività in favore di una passività facilmente manipolabile. Questa paura ci allontana dalla verità e dalla sua ricerca.
Ma qualsiasi paura, raccontata, diventa occasione. 
Occasione di incontrarsi dove il proprio ego si fa da parte, proprio lì dove le difese si assottigliano, e la nudità dell&#039;anima si mostra a noi e agli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il film. Ora continuo a guardare i video, a leggere i commenti.<br />
Letti tutti di un fiato sembrano continuare il gioco di tessiture realizzato nel documentario.<br />
Paura e sicurezze che si fanno cura: le persone sono l&#8217;antidoto, e allora ci si racconta l&#8217;un l&#8217;altro, si torna assieme nelle proprie personalissime &#8220;case di Satana&#8221; per vedere che effetto fa scoprirle vuote. Mostrare agli altri, come i bambini di Schio nel film, il locale caldaie che per anni si è temuto perché si pensava abitato dai dèmoni.<br />
Moltissime poi sono le poesie, come se anche le parole cercassero di adeguarsi alla ricerca di quei valori di bellezza, giustizia e verità  a cui qualcuno accenna nel film.<br />
Ma in realtà non tutte le paure sono uguali: si può tollerare che un bambino abbia paura del buio, ma non possiamo accettare che un uomo abbia paura della luce.<br />
E&#8217; Platone a compiere questa distinzione.<br />
L&#8217;infantile paura del buio è uno strumento di difesa, residuo animale, che precede l&#8217;evoluzione cognitiva che la renderà inutile.<br />
Ma quando un bambino si muove al buio il suo corpo produce adrenalina. L&#8217;adrenalina allerta l&#8217;organismo: il sangue affluisce in maggiore quantità al cervello e il corpo è pronto alla reazione. Questa intelligenza della paura è una condizione fondamentale per la conoscenza e il superamento dei propri limiti.<br />
Lo stress invece è una produzione a lunga durata di adrenalina: un prolungamento indeterminato della risposta fisiologica alla paura.<br />
A stressarci contribuiscono quelle paure che non hanno oggetti individuabili, ma che inducono a una condizione esistenziale di terrore. Il corpo, estenuato da questo stato d&#8217;allerta indefinito, perde la sua reattività in favore di una passività facilmente manipolabile. Questa paura ci allontana dalla verità e dalla sua ricerca.<br />
Ma qualsiasi paura, raccontata, diventa occasione.<br />
Occasione di incontrarsi dove il proprio ego si fa da parte, proprio lì dove le difese si assottigliano, e la nudità dell&#8217;anima si mostra a noi e agli altri.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura siCura: il film a Milano di Adriano</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/05/la-paura-sicura-il-film-a-milano/comment-page-1/#comment-1240</link>
		<dc:creator>Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 08:13:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=254#comment-1240</guid>
		<description>Beh, Gabriele,

sono a cliccare sul blog. Lo trovo estremamente coinvolgente. Per metterla in modo chiaro: estremamente limpido e bello. Perché perdere l’occasione di comunicarti una piccola felicità inaspettata, dal momento che è cosa così rara e che non costa niente; si vive anche di questo. Ciò che ho trovato formidabile – oltre al modo originale di impostare la cosa, si capisce – è stato il rispetto col quale hai trattato gli intervistati, il rispetto dei loro tempi, il rispetto persino nel chiedere loro perché… e poi ancora perché… e ancora perché… : là dove abitualmente l’intervistato lo si “incastra”, come fosse una guerra, tu i tuoi li hai trattati con un maieutico desiderio di comprensione. E questi sono “fioriti”. Anche quando esprimevano le loro contraddizioni. In confronto ai politici, ai giornalisti che si tagliano la battuta addosso, che non lasciano mai che l’altro finisca, veramente non c’è partita. E così la tua mi pare, è, una bella lezione di civiltà. In sé, oltre che per i suoi contenuti. E direi anche una lezione di un certo peso, visto che la televisione è, in famiglia, ormai il parente più stretto talvolta dopo, talvolta prima del padre e della madre.  

Adriano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, Gabriele,</p>
<p>sono a cliccare sul blog. Lo trovo estremamente coinvolgente. Per metterla in modo chiaro: estremamente limpido e bello. Perché perdere l’occasione di comunicarti una piccola felicità inaspettata, dal momento che è cosa così rara e che non costa niente; si vive anche di questo. Ciò che ho trovato formidabile – oltre al modo originale di impostare la cosa, si capisce – è stato il rispetto col quale hai trattato gli intervistati, il rispetto dei loro tempi, il rispetto persino nel chiedere loro perché… e poi ancora perché… e ancora perché… : là dove abitualmente l’intervistato lo si “incastra”, come fosse una guerra, tu i tuoi li hai trattati con un maieutico desiderio di comprensione. E questi sono “fioriti”. Anche quando esprimevano le loro contraddizioni. In confronto ai politici, ai giornalisti che si tagliano la battuta addosso, che non lasciano mai che l’altro finisca, veramente non c’è partita. E così la tua mi pare, è, una bella lezione di civiltà. In sé, oltre che per i suoi contenuti. E direi anche una lezione di un certo peso, visto che la televisione è, in famiglia, ormai il parente più stretto talvolta dopo, talvolta prima del padre e della madre.  </p>
<p>Adriano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Genova, intervista a Gabriele Vacis di Simona Fasano</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/05/genova-intervista-vacis/comment-page-1/#comment-1236</link>
		<dc:creator>Simona Fasano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 11:58:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=258#comment-1236</guid>
		<description>ero presente alla visione del suo film a Genova.
Da due giorni ho sensazioni e pensieri che desidero condividere con Lei.
Mi ha colpito la lucidità delle persone che ha intervistato e la stravolgente fame di Fiducia e Coraggio che ho percepito. 
Fiducia per far fiorire il talento personale e Coraggio per attivare rispetto-giustizia-bellezza che ormai sono praticati dai più come vuote parole di retorica. 
Ma secondo Lei può bastare questa sorta di rivoluzione che si sta sviluppando in vari modi dal basso? Ho come la senzazione che ciò permetta solo un&#039;oasi di sopravvivenza e non si traduca in vera &#039;Vivenza&#039; se anche il Sistema del Balletto del Potere non si trasforma nella stessa direzione.
Grazie per avermi fornito col suo film spunti di riflessione.

Simona Fasano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ero presente alla visione del suo film a Genova.<br />
Da due giorni ho sensazioni e pensieri che desidero condividere con Lei.<br />
Mi ha colpito la lucidità delle persone che ha intervistato e la stravolgente fame di Fiducia e Coraggio che ho percepito.<br />
Fiducia per far fiorire il talento personale e Coraggio per attivare rispetto-giustizia-bellezza che ormai sono praticati dai più come vuote parole di retorica.<br />
Ma secondo Lei può bastare questa sorta di rivoluzione che si sta sviluppando in vari modi dal basso? Ho come la senzazione che ciò permetta solo un&#8217;oasi di sopravvivenza e non si traduca in vera &#8216;Vivenza&#8217; se anche il Sistema del Balletto del Potere non si trasforma nella stessa direzione.<br />
Grazie per avermi fornito col suo film spunti di riflessione.</p>
<p>Simona Fasano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Video: la paura sicura &#8211; uno di monica50</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2009/12/video-la-paura-sicura-uno/comment-page-1/#comment-1135</link>
		<dc:creator>monica50</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 19:58:49 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie! Lavoro suggestivo... E&#039; stato presentato ieri (13 aprile) ad un convegno su Neuropsichiatria e Scuola a Moncalieri. Questa mattina ne ho parlato ai miei studenti...
e continuerò a parlarne... Complimenti al regista, ai protagonisti... e a noi docenti, che abbiamo sempre voglia di stupirci e lasciarci stupire!
ciaooo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie! Lavoro suggestivo&#8230; E&#8217; stato presentato ieri (13 aprile) ad un convegno su Neuropsichiatria e Scuola a Moncalieri. Questa mattina ne ho parlato ai miei studenti&#8230;<br />
e continuerò a parlarne&#8230; Complimenti al regista, ai protagonisti&#8230; e a noi docenti, che abbiamo sempre voglia di stupirci e lasciarci stupire!<br />
ciaooo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Terza tappa &#124; Ravenna di La paura siCura: il film a Ravenna</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2010/03/terza-tappa-ravenna/comment-page-1/#comment-946</link>
		<dc:creator>La paura siCura: il film a Ravenna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 16:00:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=193#comment-946</guid>
		<description>[...] Per saperne di più »   Questo articolo è stato pubblicato in News. Aggiungi ai preferiti: link permanente.Scrivi un commento o lascia un trackback: Trackback URL.   &#171; La paura siCura &#124; il film: Trailer La paura siCura: il film a Schio &#187; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Per saperne di più »   Questo articolo è stato pubblicato in News. Aggiungi ai preferiti: link permanente.Scrivi un commento o lascia un trackback: Trackback URL.   &laquo; La paura siCura | il film: Trailer La paura siCura: il film a Schio &raquo; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura siCura: il film a Ravenna di Andrea Caccìa</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/02/la-paura-sicura-il-film-a-ravenna/comment-page-1/#comment-966</link>
		<dc:creator>Andrea Caccìa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 10:30:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lapaurasicura.it/blog/?p=235#comment-966</guid>
		<description>In occasione della seconda presentazione, a Tracce, centro di aggregazione “a bassa soglia” nel centro di Ravenna, ravennawebtv ha fatto questo bel servizio con un’intervista a Padre Claudio Ciccillo, che vorrei condividere:
http://www.ravennawebtv.it/w/?p=15956</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della seconda presentazione, a Tracce, centro di aggregazione “a bassa soglia” nel centro di Ravenna, ravennawebtv ha fatto questo bel servizio con un’intervista a Padre Claudio Ciccillo, che vorrei condividere:<br />
<a href="http://www.ravennawebtv.it/w/?p=15956" rel="nofollow">http://www.ravennawebtv.it/w/?p=15956</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La paura siCura: il film a Ravenna di Andrea Caccìa</title>
		<link>http://www.lapaurasicura.it/blog/2011/02/la-paura-sicura-il-film-a-ravenna/comment-page-1/#comment-965</link>
		<dc:creator>Andrea Caccìa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 16:29:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao! Grande successo a Ravenna per le 2 presentazioni pubbliche fatte finora, al Teatro Rasi (con quasi 200 persone) e a Tracce, il centro di aggregazione del ceis.
Si ride, si versa qualche lacrima e si riflette insieme. Molte persone ci chiedono il film in prestito per riverderselo in famiglia! Penso che sia un bello strumento e che si possa usare a scuola, nei circoli, al cinema...
Andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Grande successo a Ravenna per le 2 presentazioni pubbliche fatte finora, al Teatro Rasi (con quasi 200 persone) e a Tracce, il centro di aggregazione del ceis.<br />
Si ride, si versa qualche lacrima e si riflette insieme. Molte persone ci chiedono il film in prestito per riverderselo in famiglia! Penso che sia un bello strumento e che si possa usare a scuola, nei circoli, al cinema&#8230;<br />
Andrea</p>
]]></content:encoded>
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