Quinta tappa | Catania

Dal 24 al 27 aprile La paura sicura è a Catania, per raccogliere i pensieri e le storie, in particolare, del quartiere di Librino.

I laboratori si svolgono si svolgono presso l’Istituto Comprensivo Campanella Sturzo. Sono organizzati in collaborazione con “Piattaforma per Librino”, rete che riunisce associazioni e cooperative che operano per la trasformazione urbanistica e sociale del quartiere (tra queste, l’officina culturale South Media – circolo Arci, il centro Caritas Talità Kum, il Comitato Librino attivo), con il patrocinio della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania e del Comune di Catania.

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8 Commenti

  1. Matteo Zattoni
    Pubblicato 1 maggio 2010 alle 18:07 | Link Permanente

    ho visionato i tre filmati disponibili sul sito La paura SiCura. L’ho trovata un’eccellente risposta alle logiche securitarie e all’induzione alla paura a cui assistiamo da parte soprattutto della politica. Pur non essendo un esperto di teatro o di cinema, ho apprezzato moltissimo il montaggio, in particolare l’ideazione del primo video realizzato con i ragazzi della 2a del Liceo 8 marzo di Settimo Torinese: la posposizione della presentazione della famiglia di Alice, il cui padre gestisce il traffico ferroviario, rispetto alla rivelazione della morte del fratello sotto un treno raccontata precedentemente da un altro ragazzo. Tutti e tre i filmati comunque sono sorprendenti, in quanto mettono in discussione i luoghi comuni sull’argomento; aspetterò senz’altro i prossimi.
    Matteo Zattoni

  2. Matteo Zattoni
    Pubblicato 1 maggio 2010 alle 18:11 | Link Permanente

    Una poesia di Matteo Zattoni:

    SCONTRO DI CIVILTÀ

    Li vedono arrivare con le zappe
    come un nugolo di vespe accerchiano
    la prima siepe con l’inconfondibile
    tuta comunale gialla e verde

    gli innamorati a Istanbul sembrano abituati
    a baciarsi mentre quelli come barbieri
    della terra, sarchiano e potano
    sfrondano i rami per i giorni di festa.

    Altrove abbiamo altri problemi:
    i decespugliatori automatici fanno stragi
    di ricci, la perfezione dei giardini
    spaventa le coppie come il loro abbandono

    tutti noi cerchiamo un angolino
    dove stare tutt’uno con l’erba in solitaria
    contemplazione del verde, mediamente infelici
    finché parte il timer e arrivano gli zampilli.

  3. Carmelo Giordano
    Pubblicato 2 maggio 2010 alle 08:46 | Link Permanente

    I motori di ricerca di internet regalano molte sorprese, mi piace molto il lavoro che fate e anche la “esibizione” del come lo fate.
    mi hanno colpito enormemente alcune cose: la ricerca dell’integrazione attraverso la comunicazione di Cristian, il suo italiano perfetto, migliore anche di quello degli italiani, e il suo disagio, il suo rossore di fronte alla sicurezza ostentata da Ismael (che sembra avere trovato la sua balena bianca e derida Achab); e, fino a farmi girare le lacrime negli occhi, la sensibilità di Alice e come abbia capito, quell’altro ragazzo, la sua paura del distacco che è enormemente diversa dalla paura del mezzo che provoca il distacco, il treno nel suo caso.
    è tutto bello e, principalmente, percettibilmente vero.

  4. Francesco Lappano
    Pubblicato 2 maggio 2010 alle 09:56 | Link Permanente

    PAURA

    Perdere qualcosa, dire addio,
    non riuscire a volgere lo sguardo
    dal passato verso il futuro.

    Amare, fidarmi dell’amore,
    accogliere una persona,
    senza volerla cambiare.

    Essere un Uomo:
    fallibile, incostante,
    sempre pronto a superare limiti.

    Dover Recitare,
    nascondendomi dietro la maschera di me stesso.

    Andare fino in fondo,
    sopportando, sacrificando
    pur di arrivare.

  5. Gabriele Vacis
    Pubblicato 2 maggio 2010 alle 11:15 | Link Permanente

    Ogni anno tengo un laboratorio di Regia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
    Quest’anno il Laboratorio è su LA PAURA SIcURA.
    Gli allievi stanno lavorando sulle ipotesi di sviluppo del progetto.
    Insieme ai ragazzi della Cattolica stiamo montando il prossimo video che verrà postato sul sito.
    Ecco le riflessioni di uno di loro.
    Mi sembra interessante il parallelo che fa tra PAURA E VERITA’:

    Buongiorno professore,

    oggi ho riflettuto un po’ sul suo progetto per la FISU, all’inizio sinceramente pensavo che non avesse molto significato ( più avanti le spiegherò perchè) poi oggi ho fatto un po’ di mente locale su quello detto in aula e mi è venuto qualche spunto penso interessante. Lo sa che il mondo delle emozioni mi è caro, quindi ci ho pensato su e alla fine ho capito che forse il progetto potrebbe avere un grosso valore di fondo ovvero far capire che cos’è la paura e come si supera.

    Mi spiego, io credo fermamente che la paura sia un’emozione ingannevole, si dice che appartenga a quelle emozioni basse che debilitano lo spirito e che sono la principale base del malessere sociale.
    Il “non abbiate paura” è uno degli insegnamenti principali di Gesù, nonchè di molte altre religione quindi non stiamo parlando di una cosa da poco.
    Ora visto che è giusto far parlare le citazioni e ho visto che ne è presente una di Eschilo anche sul sito ne propongo una io:

    L’assenza di paura non significa arroganza o aggressività. Quest’ultima è in sé stessa un segno di paura. L’assenza di paura presuppone la calma e la pace dell’anima. Per essa è necessario avere una viva fede in Dio. Gandhi

    Questa frase rappresenta in sé un pensiero che non conosce confini di dogmi e a mio avviso rappresenta la realtà.
    Gandhi ha condannato la pericolosità della paura per tutta la sua vita.

    Le faccio due esempi per provare a spiegare questo concetto nella realtà.

    Nei suoi video a mio avviso sono due i personaggi che emergono: Ismael e il ragazzo che ha perso il fratello di cui non ricordo il nome, emergono in due maniere totalmente diverse, il primo rientra un po’ nella citazione di Gandhi, sembra arrogante, lui non conosce neanche la parola paura, ma questo modo di vedere la paura è dato con ogni probabilità dalla sua educazione, è indotto nei valori della cultura islamica che è strettamente legata a Dio, suo nonno glielo ha insegnato. Il problema è che è una cosa che non ha compreso a fondo, lo pensa ma non ci crede neanche lui, non ne è consapevole.
    L’altro ragazzo è invece nella posizione opposta, nessuno gli ha insegnato nulla, glielo ha insegnato la vita che cosa è la paura e che si sconfigge. Sicuramente a causa del trauma della perdita di un fratello, sono situazioni in cui, a volte, l’uomo entra in contatto con sé stesso e scatta qualcosa.
    Penso che in fondo la sua consapevolezza si veda anche nei suoi occhi.
    E’ un po’ l’insieme di queste due esperienze che crea la citazioni di Gandhi.

    Io credo fermamente che la paura sia questa cosa, nella presentazione del progetto c’è scritto ” La paura è un’emozione fondamentale che ci protegge dai rischi”. Sotto l’ottica di Gandhi questa frase non ha senso, non è certo la paura che ci deve dire dove e da che parte andare, non deve essere lei a dettare i ritmi, mai. E’ una frase probabilmente associabile al mondo animale ma non al nostro. La nostra protezione dai rischi deve derivare da altro.

    Ieri lei chiedeva chi è coraggioso, io non penso che sia quello il solo termine di paragone, è vero il coraggio è la forza di superare le proprie paure, ma spesso è una cosa transitoria, a quella paura ne succederà un’altra con cui dovremo combattere, e non sempre avremo il coraggio dalla nostra parte; mentre quello di cui parla Gandhi è diverso, è farla svanire sul nascere, ci vuole coraggio ma anche comprensione. E’ l’insieme delle due cose che elimina la paura.

    Ora io non credo che sia possibile spiegare questo alle persone, ho fatto quasi una tesi sul fatto che le persone da una parte vanno verso le emozioni superficiali e dall’altra verso un “scientificismo” esasperato. Non puoi spiegare alle persone che la maggioranza dei nostri problemi si risolvono nello spirito, sembrerebbe qualcosa legato alla Chiesa o a qualche dogma, insomma difficile da attuare, per questo ero scettico all’inizio, come si fa a insegnare all’uomo come si ferma la paura? Non ci sono riusciti i più grandi uomini esistiti.

    Poi però è venuto fuori un altro argomento a me caro che è la verità e che mi ha incoraggiato, ora non so se si ricorda, due anni fa credo, le avevo mandato uno scritto per il laboratorio, quello che stiamo facendo ora, stavamo trattando se vale la pena morire per qualcosa, io le mandai una storia e nella parte finale scrissi queste parole:
    “…. ma la storia, quella vera, è quella di un uomo morto per il più alto dei principi, non si parla di libertà, di patria, di uguaglianza, di fratellanza, di giustizia chi è morto per questi ideali ora sente il suo nome riecheggiare nella storia, la verità è il più alto dei principi, il più difficile da ottenere, perché “dire la verità è un atto rivoluzionario” che pochi hanno il coraggio di sobbarcarsi, sai che ti spoglierà di tutto quello che hai in un battito di ciglia, quando dai la vita per lei lo fai senza ricompensa, perché per la verità si muore nel silenzio, nell’anonimato, nessuno parlerà mai di te, ne di quello che hai fatto, nessuno ti renderà omaggio, la storia è fatta soprattutto di questi eroi senza nome. ”

    E’ un argomento che mi interessa.
    Ora cosa c’entrano Verità e Paura… beh sicuramente molto più che Paura e Sicurezza…però in realtà collegarle non è semplice…alla fine mi è venuta in mente questa frase: Le masse popolari sono incoerenti, piene di riottosi desideri, passionali e imprevigenti delle conseguenze; devono essere riempite di paura per tenerle a bada. Per questo gli antichi ben fecero ad inventare gli dei e l’idea della punizione dopo la morte. Polibio 200 a.c.

    Beh sembra attuale anche dopo 2200 anni, io credo che la nostra società sia strutturata per tenerci nella paura, ormai per paura siamo disposti a rinunciare alle nostre libertà. Penso sia un dato di fatto piuttosto che una deduzione. Quindi il discorso rimane un po’ questo. E’ impossibile con un documentario far uscire le persone dalla struttura della nostra società eliminando in essi la paura. Però qualche via traversa penso si possa trovare.
    Allora qual è il succo di tutto questo? Forse si può trovare in questa frase:
    Ci sono tanta superstizione e ipocrisia in giro che si ha paura anche di agire rettamente. Ma se si dà spazio alla paura, si finisce col dovere reprimere anche la verità. La regola d’oro è di agire senza paura in ciò che si ritiene giusto. Gandhi

    Perchè tutte queste citazioni? Perchè l’unico modo che mi è venuto in mente per dare valore a questo argomento sia far parlare i grandi pensatori della storia, in questo modo queste citazioni prenderebbero forma e valore, e sarebbero comprese dal pubblico.
    Inoltre far parlare loro sarebbe un modo per “trasmettere” un insegnamento universale a molte persone, con la semplicità di comunicazione che ha un video.

    Far parlare Gandhi, F.D Roosvelt, Gesù, Burke, Falcone, o addirittura magari spezzoni dai vari film, ora mi è venuta in mente una frase di Star Wars “La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza. Io sento in te molta paura”….

    Insomma ricreare una vera e propria storia sulla paura, cosa sia, perchè è pericolosa, come superarla, associare degli spezzoni di video in cui alla paura dei ragazzi e delle persone rispondono le frasi di queste persone… magari raggruppando specifiche paure e associandole
    a video contestualizzati in cui parlano Gesù, Gandhi etc.. adesso mi vengono in mente quella pubblicità che fece la TIM su Gandhi cinque anni fa e quella della pubblicità della nuova 500…

    Oppure ricreare mini story in cui questi grandi personaggi e una specifica paura:
    non so un esempio che mi viene in mente ora, ricreare una scena ambientata nei nostri giorni con un ragazzo che scappa da un gruppo di immigrati, e quando gira l’angolo diventa un giovane indiano che si rifugia in una casa dove dentro c’è Gandhi che lo tranquillizza e chiude il dialogo con una sua citazione. Stessa cosa si può fare per Gesù, ma anche per personaggi non religiosi come F.D. Roosvelt o Falcone.
    Credo che impostato su questa linea potrebbe dare una buona risposta anche in termini di diffusione.

    Beh poi di soluzione ne esistono tante, mi sono dilungato molto ma l’argomento è delicato; spero di averle dato qualche spunto interessante.

    Buona giornata,

    Marco

  6. Marco Riccardi
    Pubblicato 3 maggio 2010 alle 09:37 | Link Permanente

    La paura è probabilmente l’emozione che più detta i tempi alla nostra società, ogni giorno che ci abbandoniamo alla paura perdiamo un pezzo di libertà, non influenza solo il presente ma anche il futuro.

    Ci sono tanta superstizione e ipocrisia in giro che si ha paura anche di agire rettamente. Ma se si dà spazio alla paura, si finisce col dovere reprimere anche la verità. La regola d’oro è di agire senza paura in ciò che si ritiene giusto. Gandhi

    Io credo che su questo ci giochiamo la partita del nostro futuro e ad oggi è una partita che stiamo perdendo.

    Io spero che alla fine del suo lavoro qualcuno si chiederà, ma c’è veramente un motivo concreto per cui dover vivere sempre nella paura?
    E soprattutto esistono veramente paure che non posso superare?
    Qualcuno forse arriverà anche ad immaginare un mondo senza paure. Ma questo richiederà ancora tanta evoluzione e cambiamenti.

    Marco

  7. Cristina Loglio
    Pubblicato 3 maggio 2010 alle 09:47 | Link Permanente

    Ho visto il sito e i video, un bel format con un crescendo molto significativo: con l’età che avanza i giudizi si radicano, lo statuto di “straniero” si consolida, la maturità delle ragazze addolcisce gli impeti muscolari dei ragazzi…

    Bello il format, un primo piano che stringe, fondo bianco, la presentazione e la musica solo alla fine, l’interazione solo di sguardi, sorrisi sul silenzio.

  8. Giuliana Gianino
    Pubblicato 31 maggio 2010 alle 23:19 | Link Permanente

    Il vigliacco muore più volte al giorno, il coraggioso una volta sola…
    L’importante non è stabilire se uno ha paura o no. l”importante è saper convivere con la propria paura, non farsi condizionare dalla stessa. Ecco il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza.

    Giovanni Falcone

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